
La famiglia degli Eggenberg,principi e signori di Krumau(oggi Cesky Krumlov nellaRepubblica Ceca) era originariadella Stiria, dove diede il nomeall’omonima cittadina presso Graz,nella quale a tutt’oggi è situato il sontuoso castello con grande parcoadibito a mostre e manifestazioniculturali. Giovanni Ulrico di Eggemberg ebbe dall’imperatore Ferdinando IId’Asburgo il diritto di zecca agliinizi del secolo XVII, in considerazione del prestigio ed importanza politica raggiunta dal casato degliEggenberg.Il figlio di Giovanni Ulrico,Antonio Giovanni, erede del ducato, acquistò per 315.000 fiorini la Capitania di Gradisca, elevata poi a Contea principesca il 12 marzo1647. Il motivo della cessione della Capitania di Gradisca dagli Asburgo agli Eggenberg è da ricercarsi nelle ristrettezze economiche in cui versavano all’epoca le casse dello stato austriaco.La Contea principesca di Gradisca comprendeva, oltre ai centri principali di Gradisca ed Aquileia, anche territori tra loro non comunicanti,vere e proprie isole gradiscane, circondate da territori veneti, come Virco, Goricizza, Flambruzzo,Precenicco, Driolassa ed altre.Anche Gonars, Marano, Torre diZuino (oggi Torviscosa) ed il territorio tra Jalmicco, Aiello, Villesse,Cervignano, Farra e Doberdò era incluso nella Contea di Gradisca.Facevano invece parte del territorio veneto le importanti cittadine di Palmanova, Codroipo e Monfalcone.Al principe Giovanni Antonio,morto nel 1649, succedettero i figli Giovanni Cristiano e Giovanni Sigfrido che già possedevano beni e terre in Boemia, Stiria e Carniola. I due principi fratelli cominciarono abattere moneta principalmente nella zecca di Krumau nel 1652, anni in cui apparve una prestigiosissima moneta d’oro da 10 zecchini delpeso di gr. 35, coniata in pochissimi esemplari per ostentare il presti-io e la potenza raggiunti dal casato degli Eggenberg. Sempre nel 1652 fu battuta una prova di conio su piastra d’argento quadrangolare del tallero gradiscano chiamata“Tallerklippe”.L’anno seguente, 1653, venne battutoil primo tallero molto simile alla prova “Klippe” rappresentante al dritto i busti dei due fratelli in armatura epaludamenti e la sigla V - S inizialidel maestro di zecca di Krumau, Veit Scheibhoffer.Al bordo del tallero l’iscrizione:IOAN : CHRIST : ET : IOAN :SEYF. S : R : IMP.PR.CO.GRADIS.(Giovanni Cristiano e GiovanniSigfrido Sacro Romano ImperoPrincipi Conti di Gradisca).Al retro, grande stemma ovale inquadrato e coronato con cartocci e volute.Tutto attorno l’iscrizione: DVC .CRVM . ET . PRINC . AB . EGGENBERG . FRATES.Il peso di questi splendidi talleri è dicirca 30 gr. e lo stemma rappresenta i possedimenti della casata, così come a tutt’oggi si può ammirarne uno simile in pietra sopra l’ingressodel castello ad Eggenberg pressoGraz.Su questo stemma in alto a sinistra 5 rosette rappresentano l’insegna di Krumau; in basso un’aquila indicalo stemma di Postumia (Adelsberg). Nella parte centrale in alto l’ancora a croce su una mezza luna raffigura l’emblema di Gradisca e sotto unasemplice ancora rappresenta Pettau(oggi Ptuj in Slovenia).Tra le due ancore, nel centro della moneta, 3 corvi sostengono una corona.Infine, nella parte destra dello stemma in alto un’aquila come simbolodi Aquileia e sotto una ruota a raffigurare la città di Radkersburg inStiria.I talleri vennero battuti dal 1653 al1658, assieme ad un rarissimo doppio tallero del peso di circa 60 gr.Con una tipologia simile al tallero,vennero anche battuti mezzi e quarti della stessa moneta. Da ricordare ancora un grosso da 3 carantani coniato nel 1677 ed inseguito anche nel 1685-1686 e1688 in mistura d’argento del pesodi circa 1,5 gr., considerato lo“spicciolo” della monetazione gra-discana e raffigurante solamente il conte Giovanni Cristiano.La monetazione gradiscana rappresenta senza dubbio una pregevolissima e curata produzione numismatica rinascimentale che può benissimo reggere il confronti con contemporanee produzioni monetariedi altri paesi europei, segno evidente che i principi di Eggenberg, pur non risiedendo mai a Gradisca,ebbero una particolare predilezioneper i territori friulani.Tutte le monete gradiscane circolavano, oltre che nei territori posseduti dagli Eggenberg anche in altri paesi europei, venendo in quel tempo valutate le monete per il loro contenuto in metallo, più che per l’entità statale che le produceva.
Storia della monetazione regionalea cura di Giorgio Cerasoli LA MONETAZIONE EGGENBERG PER GRADISCA http://www.archeofriuli.it/files/2_2004.pdf Giovanni Cristiano I e Giovanni Sigfrido (1649-1710). Tallero 1658. Gradisca