
Anche in occasione del Natale puoi partecipare alla grande campagna di raccolta fondi a favore del progetto di restauro del Bosco di San Francesco ad Assisi.
A partire dal 14 novembre 2009, in tutti i negozi IKEA puoi acquistare il tuo albero di Natale.
Riconsegnandolo presso uno dei punti vendita tra il 7 e il 12 gennaio 2010 insieme allo scontrino, riceverai un buono di importo pari al prezzo di acquisto.
Per ciascun albero restituito, IKEA donerà 3 € al FAI - Fondo Ambiente Italiano a favore del Bosco di S.Francesco. Anche tu puoi fare la tua parte decidendo di donare 3 € del tuo buono al FAI.
Negli ultimi quattro anni, i clienti IKEA hanno restituito più di 60.000 alberi, che sono stati trasformati in fertilizzante naturale o utilizzati per la produzione di pannelli truciolari.
http://www.laterradifrancesco.it/evento/4_natale-con-ikea-per-il-bosco-di-san-francesco.htm
OGGI: Sala del Consiglio - Palazzo Torriani- ore 18:00
Saranno illustrati i quattro progetti di riqualificazione della Toti-Bergamas, realizzati da altrettanti studi professionali.
Dall’Agenzia del Demanio (proprietaria dell’area) non è ancora arrivato il via libera al recupero urbanistico ma un’idea di come potrebbe essere in futuro l’ex caserma “Toti-Bergamas” di via Papalina la cittadinanza potrà farsela già stasera, quando in sala del Consiglio a palazzo Torriani (alle 18), alla presenza dell’amministrazione comunale, verranno presentati e illustrati i 4 elaborati progettuali realizzati da altrettanti studi professionali gradiscani
- Bonanno-Vanello
- La Civita
- Zuppel
- Travan
Ricordiamo che l'area si sviluppa per complessivi 50.542 metri quadrati tra le vie Papalina, Galilei, Roma e Aquileia.
fonte: www.gradiscacivica.it
Si è costituito il “Comitato Zero Tesla” allo scopo di opporsi con ogni modo
possibile e lecito alla posa di elettrodotti, anche interrati, in luoghi prossimi
all’abitato di Gradisca d’Isonzo e/o nei quali il Principio di Cautela possa
ritenersi disatteso.
A questo scopo gli organizzatori si sono dichiarati intenzionati a promuovere
ogni iniziativa utile e necessaria a tutelare la salute, la qualità della vita dei
cittadini e l’ ambiente, in particolare agendo attraverso campagne di sensibilizzazione
dell’opinione pubblica ed appellandosi a tutti gli Organi Istituzionali
che abbiano il potere d’intervenire in maniera diretta od indiretta per garantire
la tutela del diritto alla salute dei cittadini.
La presente iniziativa rimane aperta a chiunque altro condivida i principi
ispiratori del Comitato, che può sottoscrivere il documento per adesione.
Per informazioni e/o adesioni
Comitato ZERO Tesla
Via Giustiniani, 2
34072 Gradisca D'Isonzo (GO)
Tel: 327 533917 comitato.zerotesla@gmail.com
http://www.facebook.com/group.php?gid=190600715888&v=info
“Invitiamo il sindaco Tommasini a rispettare la delibera approvata il 30 settembre in consiglio e a insistere in tutte le sedi opportune affinché l’elettrodotto interrato venga realizzato lungo la Villesse-Gorizia ”. L’appello parte all’unisono dai quattro capigruppo consiliari d’opposizione, vale a dire Valter Cocco (Gradisca unita), Claudio Verdimonti (Gradisca civica), Luca Stabile (Pdl) e Alessandro Ballaben (Lega Nord). Perplessità. Nel corso di una conferenza stampa i quattro esponenti della minoranza esprimono alcune perplessità sui tracciati presentati da Kb 1909 (che giovedì scorso ha ottenuto l’assenso dei sindaci interessati e dell’assessore regionale Riccardi) e da Adrialink: “Entrambe le proposte sono fattibili, ma con riserva. Il tracciato di Kb attraversa l’area golenale, su cui esistono almeno un paio di vincoli: uno riguarda l’articolo 30 del piano regolatore, secondo cui la zona ricade nell'area protetta Aria (Area di rilevante interesse ambientale), l’altro riguarda la legge regionale 9/05, che tutela la zona in quanto inclusa nell'inventario dei prati stabili. Quanto al nuovo tracciato indicato da Adrialink, che passerebbe lungo la zona Nord di Gradisca, è chiaro che si aprono scenari nuovi rispetto a quelli precedenti (le prime due proposte furono bocciate in quanto attraversavano il centro abitato, ndr), visto che la casa più vicina dista 35 metri dal cavidotto, ma ci chiediamo quale influenza può avere sull’agricoltura, visto che non ci sono studi specifici in materia. Dato che la distanza dalle vigne è di pochi metri, noi crediamo che qualche disturbo lo crea di sicuro”. Risposte dalla Regione. Dato che le due proposte non convincono appieno, l’opposizione rilancia con vigore l’ipotesi del corridoio tecnologico della Villesse-Gorizia e invia un chiaro messaggio ai vertici regionali: “l’assessore alle infrastrutture Riccardi e il commissario per la A 4 Renzo Tondo ci dicano se esiste davvero una contrarietà a far passare l’elettrodotto interrato lungo la Villesse-Gorizia oppure sono le due società a cercare delle scuse. A quanto ci risulta, nel progetto di Autovie Venete è già prevista la posa di cavi telefonici e fibre ottiche di Telecom, oltre al metanodotto di Snam. Senza contare che lungo il tratto Palmanova-Udine ci sono già i tralicci per un elettrodotto aereo. Perché allora non si può fare uno scavo per metterci il cavidotto?”. Alla Regione viene chiesto inoltre di realizzare una pianificazione territoriale per i progetti energetici: “Adesso parliamo di un elettrodotto solo – dicono i quattro consiglieri - ma non vorremmo che fra cinque anni, col ventilato raddoppio delle dimensioni della centrale nucleare di Krsko e un maggior fabbisogno di energia in Slovenia, ci vengano a proporre un altro elettrodotto”.
Oggi incontro pubblico. Questa sera a palazzo Torriani (ore 18.30) è previsto un incontro aperto a tutta la cittadinanza dal titolo “Elettrosmog ed effetti sulla salute: aspetti tecnici, normative ed evidenze scientifiche”. L’iniziativa è promossa dagli assessorati alla sanità e all’ambiente e prevede gli interventi dell'ingegner Fausto Rovina e del dottor Massimiliano Benes, dell'Arpa di Trieste, e dei medici dell'Azienda per i servizi sanitari numero 2 isontina Andrea Valantig e Maria Zerbin.
Giuseppe Pisano Dal 'Messaggero Veneto' dell'11/11/09
TWB " The Wooden Birdhouse" lancia in Italia la disciplina del "Birdfeeding", una nuova cultura naturalistica e ambientale che vede l'uomo interagire con il mondo degli uccellini selvatici da cortile, dedicando loro il tempo di alimentarli attraverso originali mangiatoie a carattere naturalistico denominate "Birdhouses". TWB, per il progetto "Birdfeeding Italia" ha siglato un importante accordo con Legambiente nel quale vengono stabiliti i termini per una collaborazione volta alla diffusione e sviluppo del progetto Birdfeeding in Italia. TWB ha ottenuto l'approvazione di Legambiente per quanto riguarda la produzione delle "Birdhouses", ovvero le originali e caratteristiche "casette/mangiatoia" marchiate Birdfeeding, costruite con materiali aventi caratteristiche di elevato valore eco-compatibile, ovvero con legname certificato FSC o con materiali riciclati compatibili con i contesti ambientali per i quali esse sono state progettate. Legambiente, installerà in cinque parchi altrettanti impianti "Birdfeeding", dando così il via ufficiale anche in Italia a questo tipo di disciplina già ben consolidata nei paesi del Nord Europa, Stati Uniti e Canada. Alcuni Impianti campione, sono stati realizzati presso alcuni villaggi turistici in Emilia Romagna, per testare l'interesse e la partecipazione dei loro ospiti, provenienti da diverse nazionalità e Regioni d'Italia. Ad oggi, il risultato dopo i primi inserimenti in alcuni villaggi vacanze e giardini è stato fantastico, con immediata risposta sia da parte degli adulti che dei bambini. Le casette, dopo la loro installazione, sono state immediatamente rifornite di cibo e acqua da parte degli ospiti di questi villaggi. Al ritorno dalla vacanza e da questa esperienza, le persone che si sono dedicate al Birdfeeding nel villaggio turistico, certamente porteranno con sè, non solo il ricordo, ma anche l'entusiasmo di continuare a nutrire questi loro nuovi piccoli amici creando così una nuova interazione uomo-ambiente-natura. Birdfeeding diventa così non solo un hobby ma un importantissimo strumento che avvicinerà ancora di più le persone e in particolare i bambini nella salvaguardia dell'ambiente. La partnership tra Legambiente e TWB per le attività di Birdfeeding si svilupperà attraverso uno scambio proficuo di competenze e relazioni trasversali che apportino il maggior beneficio possibile alla diffusione di questa disciplina in Italia e quindi un'ulteriore sensibilizzazione dell'uomo verso tutto ciò che concerne rispetto e cultura verso l'ambiente.
www.birdfeeding.it

Penso si sia capito che per l’amministrazione comunale il tracciato dell'elettrodotto kb1909 può passare tranquillamente in ambito golenale, in quella che tradizionalmente chiamiamo "la boschetta".
Le zone golenali restano le ultime zone seminaturali del territorio gradiscano; zone che, a parole, tutti vorrebbero tutelare e migliorare, anche perchè fruite da parecchie persone e ultimamente anche da gruppi di turisti tedeschi e austriaci che soggiornano presso gli hotel della zona.
Ritengo siano zone importanti per motivi naturalistici e con potenzialità di sviluppo per la fruizione turistica e naturalistica tanto richiesta oggigiorno. Rimangono l'unica zona di collegamento naturale con quelle degli altri comuni limitrofi, strategiche per lo sviluppo dei percorsi ciclabili provinciali che vorrebbero collegare mare collina e valle dell'Isonzo.
In quanto alla volontà dell'amministrazione comunale di contrastare la localizzazione dell'elettrodotto in ambito golenale ho forti dubbi. Inoltre, accettare come compensazione la realizzazione di un tratto di ciclabile sul tracciato lo trovo negativo: se non si vuole l'elettrodotto a meno di 25 metri dalle case perché dovrebbe essere piacevole e salutare percorrerlo in bicicletta?
A mio avviso gli strumenti normativi per opporsi o limitare la localizzazione proposta sono almeno due:
1-la zona ricade nell'area protetta ARIA (area di rilevante interesse ambientale) n. 19 del Fiume Isonzo; gli elettrodotti per essere collocati in questa zona devono essere recepiti in una variante urbanistica approvata dal comune (L.R. 42/96 art. 5 e Documento di indirizzo obbligatorio vedi allegato).Se il comune vuole far passare l'elettrodotto da un'altra parte incominci a dimostrarsi contrario all’approvazione della variante (e lo comunichi ufficialmente agli enti interessati a rilasciare le autorizzazioni.
2-tutta la zona della "boschetta"(ex tiro a piattello) è compresa nell'inventario dei prati stabili e quindi tutelata ai sensi della L.R. 9/2005 (Vedi in particolare le norme di tutela e le eventuali deroghe come da allegato); cioè scavi riporti ecc. si possono fare solo se non esiste un'alternativa tecnica possibile.
Non so se queste considerazioni e queste informazioni possano essere determinanti per convincere gli amministratori a tutelare e conservare le ultime zone naturali di Gradisca ma spero siano un piccolo contributo al dibattito che giustamente si è aperto su questioni che possono cambiare (in peggio sich!) la nostra bella e amata cittadina.
Cordiali saluti.
Carlo Blason
Ai giovani
Bella ridente e giovane
con il tuo ventre scoperto,
e una medaglia d'oro
sull'ombelico,
mi dici che fai l'amore ogni giorno
e sei felice e io penso che il tuo ventre
è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere
che voi chiamate poesia
ed è soltanto tutto l'amore
che non ho avuto
vedendoti io ho maledetto
la sorte di essere un poeta.
L’Associazione suonatori campane “Grup Cultural Furlan Scampanotadors Mossa” organizza con il patrocinio di Comune e Parrocchia di Mossa per giovedì 12 novembre 2009 alle ore 20.30 presso la sala maggiore del Centro Civico una serata culturale che ha per tema le campane. Codesto incontro sarà illustrato dalla compagnia teatrale “I Pignots – Compagnie instabile di Artigne” la quale presenterà: Cjampanes – Film documentario in lingua friulana a cura di Anna Maria De Monte e Stefano Marzona. Il video nasce sul filo dei ricordi di Anna Maria De Monte, che nel testo Cjampanes ripercorre gli ultimi decenni della storia friulana e la vita di un tempo, con il ruolo centrale delle campane a scandire tutti gli avvenimenti, dall’alba al tramonto, dalle feste piccole e grandi, al segnale di un evento funesto. Campane a cui è dato il triste compito di ricordare i morti del ’76, ma che testimoniano ancora una volta la rinascita dopo una tragedia; campane che oggi infastidiscono, disturbano, che forse non servono più. Chi ha vissuto quel periodo rivivrà, attraverso il racconto e le immagini, un’epoca difficile eppure ricca di speranza e di valori, i più giovani conosceranno invece un mondo che va ormai scomparendo. Il testo sarà dunque il percorso su cui scorreranno le immagini, ambientate in luoghi caratteristici del Friuli che riporteranno indietro nel tempo. La recitazione in friulano è stata scelta per l’intensita con cui “lis peraulis” riescono a trasmettere le emozioni e a rappresentare la storia. Se il contenuto è all’insegna degli antichi valori, il video, che ha utilizzato steadycam e di altri accessori cinematografici, è assolutamente moderno e dinamico; il risultato è un documentario di qualità, che parteciperà a diversi concorsi italiani. E’inoltre prevista una distribuzione non solo a livello locale, ma anche internazionale mediante le associazioni di emigranti. Oltre a fornire gratuitamente delle copie alle istituzioni che supportano l’iniziativa, il film sarà donato alle scuole che ne faranno richiesta.
Si conclude sabato 7 Novembre la tredicesima edizione della Rassegna di Teatro dialettale “Risate a Gradisca” , con lo spettacolo finale, in serata di gala, al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo.
Alle ore 20.45 al Nuovo Teatro di Gradisca d’Isonzo andrà in scena “Forest” spettacolo di Fabiano Fantini, Claudio Moretti ed Elvio Scruzzi del “Teatro Incerto”, nell’interpretazione degli stessi autori e la produzione del Centro Servizi e Spettacoli di Udine. Il testo racconta il controverso rapporto tra due ricchi fratelli contadini e un personaggio misterioso che i due ospitano nella vecchia casa dei genitori in fondo al borgo. La casa è fatiscente e abbandonata, ma i fratelli, che ora vivono nella nuova villa, sono ancora legati alla vecchia dimora. Gravitano intorno ad essa e, come trattenuti da un cordone ombelicale, non riescono a rompere con i ricordi di un’infanzia mitica. L’ospite, a sua volta, si abbandona a racconti contraddittori che lasciano intravvedere un passato pieno di ombre. Approfittando dell’ingenuità di uno dei due fratelli, a poco a poco, costui si trasforma, da osservatore e vittima della dinamica familiare, in un incauto opportunista.Il mondo che circonda i protagonisti della nostra storia è segnato da mutamenti a cui essi non si vogliono adeguare. Intorno a loro aleggia la paura: la paura del nuovo, del diverso, ma anche degli incubi che a volte si ripresentano dal passato. Più in là, oltre il borgo, c'è il campo degli zingari e le strade si stanno riempiendo di extracomunitari. La paura genera mostri immaginari e la gente deve imparare a difendersi, ad organizzarsi... I due fratelli, in questo senso, hanno elaborato una strategia di sopravvivenza, ma è l'ingombrante presenza dell'ospite misterioso che ora rischia di rompere l'equilibrio su cui si fonda l'intesa fraterna. L’intenzione del “Teatro Incerto” in “Forest” è di analizzare un aspetto della realtà che ci circonda senza giudicarla, senza moralismi, ricostruendo uno spaccato di vita che, seppure in un crescendo parossistico e grottesco, possa permettere allo spettatore, magari con il sorriso sulle labbra, di riconoscersi e riflettere. Temi intensi ed anche duri, che il trio friulano riesce a far passare al pubblico coinvolgendo emotivamente ed a tratti divertendo molto, come sono usi fare. Prevendita dei biglietti a Gradisca presso la Libreria “I Libri e altro” di Via Battisti 37 nonchè al Punto IAT-Pro Loco di Via Ciotti 49 ed alla cassa del Teatro la sera dello spettacolo (Interi Euro 8,5 ridotti Euro 7).
Intervista a Trevor Fitzgibbon, tra i principali attivisti del movimento che ha contribuito all'ascesa di Barack Obama. "Uniamo valori come facevano i partiti" di ALESSANDRA RETICO
ROMA - Ha iniziato al college, suonando ai campanelli delle case. "Volevo portare fuori la gente ad occuparsi del proprio mondo: il quartiere, la città, il pianeta". Vent'anni fa non c'era mica l'email, "adesso il social network è il più potente mezzo di partecipazione pubblica". Trevor Fitzgibbon è stato tra gli attivisti più importanti di MoveOn. org, movimento da più di cinque milioni di iscritti che ha contribuito "dal basso" a far salire Barack Obama alla Casa Bianca. Petizioni e donazioni online, comizi e sodalizi recapitati con un clic nelle cucine americane. Il web come nuova piazza politica. È in Italia invitato dall'Enel per un workshop di preparazione al Sustainability Day, appuntamento annuale con il quale l'azienda d'energia vuole facilitare un confronto globale sui temi della sostenibilità, che si terrà a febbraio 2010.
L'ecologia è una delle sfide del secolo. Gli utenti di internet cosa possono fare?
"Opinione, consensi, comunicazione. La Rete non è solo intrattenimento e servizi, ma un luogo dove la casalinga, il carpentiere e il bambino possono decidere cosa vogliono dai loro governi. Tutti, ovunque. Gli effetti del cambiamenti sul clima non sono un discorso accademico o economico, ma una preoccupazione della gente per la loro vita quotidiana, per il loro futuro. La responsabilità individuale e la condivisione di obiettivi è fondamentale per orientare le politiche. Il web permette di unire i valori, come prima i partiti".
Il suo consiglio "verde"?
"Di ecologia mi occupo sin da ragazzo, dal 2008 ho costruito la mia società di consulenza (FitzGibbon Media) per strategie ecologiche nazionali e internazionali oltre che per i diritti umani e altre campagne progressiste. Io sono qui in questa veste di "comunicatore" insieme ai più importanti esperti internazionali di aziende, Ong e Università per condividere buone pratiche, individuare opportunità e creare un network internazionale sulla responsabilità d'impresa. Il tema di questo incontro è "The business of climate change: a challenge for sustainable organizations worldwide" (il business del cambiamento climatico: una sfida per organizzazioni sostenibili nel mondo): la responsabilità sociale è delle grandi corporation come il più comune dei cittadini. Vorrei che arrivasse questo a Copenaghen quando a dicembre ci sarà la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico".
Qual è lo stato di salute dei media internazionali?
"Quelli tradizionali sono morti, a meno che non si alleino con i nuovi. Adesso abbiamo blog, Facebook, MySpace, Huffington Post, una ricchezza di modi per parlare in modo indipendente dai governi, dalle aziende, dalle Borse. I social network sono un'arma potente per l'informazione e l'educazione, sono uno strumento civico. Fanno il lavoro del reporter classico, ma in modo più divertente. La stampa ha bisogno di tattiche sexy per continuare il suo fondamentale lavoro di comunicazione. MoveOn. org si è battuta per eleggere candidati progressisti e ha mobilitato quasi un milione di volontari per Obama, raccogliendo con un fundraising online di 58 milioni di dollari.
Ha dato voce a chi non ne aveva, ha fatto scendere in campo anche coloro che si erano disaffezionati alla politica, ha coinvolto i giovani. Ci è data dalle tecnologie e dalle circostanze storiche una grande chance di cambiare".
Fonte: La Repubblica
ALL FRONTIERS 09
November 20 21 22
Indagini sulle musiche d'arte contemporanee
Gradisca d'Isonzo (GO) Italy
Nov. 20 h.20:45 Sala Civica Bergamas
• MIA ZABELKA (A) el. violin
• NOUS PERÇONS LES OREILLES (CDN)
Joane Hétu a.sax, voice; Jeane Derome a.sax, voice
• KEITH TIPPETT (UK) piano
• HAN BENNINK & TERRIE EX (NL)
H. Bennink drums, T. Hessels el. guitar
Nov. 21 h.20:45 Sala Civica Bergamas
• ANTHONY COLEMAN (USA) electronics, piano
• LETIZIA RENZINI (I) electronics, turntable, cd player
• CRISTINA ZAVALLONI & ANDREA REBAUDENGO (I)
C. Zavalloni voice; A. Rebaudengo piano
• K-SPACE (UK/TUVA)
Tim Hodgkinson electronics, reeds;
Ken Hyder drums, vocals; Gendos Chamzyryn vocals, percuss.
Nov. 22 h.18:00 Nuovo Teatro Comunale
• TIM HODGKINSON & FRED FRITH (UK)
T. Hodgkinson b.clarinet, F. Frith ac. guitar
• JOËLLE LÉANDRE recital
«HOMMAGE À JOHN CAGE» (F/UK/USA/CH)
"RYOANJI": Joëlle Léandre bass w ensemble 20 musicians
SOLO: Joëlle Léandre bass
"OAXACA": Joëlle Léandre bass; Dominique Boivin dance
MMM Quartet: Joëlle Léandre bass, Fred Frith guitar, Alvin Curran electronics, Urs Leimgruber sax
• MUNA ZUL (MEX); Leika Mochán Quesnel vocals; Sandra Cuevas Trejo vocals; Dora Juárez Kiczkovsky vocals
info Associazione culturale MoreMusic
momusit@yahoo.it www.moremusic.it T (+39) 334 6228232
Senza il cristianesimo con i suoi simboli e tra questi primeggia la croce, non si comprenderebbe niente della cultura e dell’arte, specie in Italia. La polemica di questi giorni dopo la “sentenza” dei giudici della Corte europea di Strasburgo, sulla croce nelle aule scolastiche italiane, ci richiama le parole dell’apostolo Paolo: “noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani” (cfr 1 Cor), che sono al risposta più eloquente a questa ennesima baggianata dei giorni di Hallowen. La signora Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, di fede luterana, lontana per nascita dal contesto culturale e religioso dell’Italia, ha fatto già anni fa questa denuncia. Forse vive personalmente il dramma della sua Chiesa finlandese, che ha svenduto tutto, dottrina, morale, pratica religiosa, presa com’è dalla sindrome della sua insignificanza in tutti gli ambiti di quella società. Cosa aspetta a dire al suo Paese, la Finlandia, a cambiar bandiera visto che sul campo bianco troneggia una croce, sì, proprio una croce color blu? Non si preoccupino i giudici della Corte europea di Strasburgo, le croci non resteranno per sempre, non è rimasta molto neppure quella di Cristo sul calvario perché, come ha scritto don Tonino Bello, la croce è sempre collocazione provvisoria. Ma non dobbiamo stupirci più di tanto per queste prese di posizione. Da una parte perché in una società dove vengono disprezzati i valori di cui la Croce è sintesi ineguagliabile, amore, dono di sé, perdono, servizio all’uomo, altruismo, fedeltà estrema, questo simbolo indubbiamente può dare un enorme fastidio. Dall’altra perché, al di là dello “scandalo” della totalità della società, delle istituzioni italiane, di quasi tutte le forze politiche, con fariseismi di comodo, sta diventando veramente insignificante e purtroppo anche per i cristiani un elemento decorativo o poco più. Sempre meno è concepita come un appello alla sequela a non vedere solo la “croce” ma anche il Crocefisso e i crocifissi della storia, che pur magari non portandola, la vivono ogni giorno sulla propria pelle. Personalmente questi fatti, ma ce ne sono molti altri mi fanno sentire sempre meno europeo, anche perché italiano, di un’Italia che è stata faro di civiltà. Condivido l’immagine un po’ umoristico-salesiana suggerita dal cardinal Tarcisio Bertone «Questa Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche di Halloween e ci toglie i simboli più cari..», io direi che vuole svuotare anche la nostra zucca e raffreddarci il cuore.
don Maurizio Qualizza
Invito alla lettura di questa bella e preziosa pagina di don Tonino Bello
Collocazione provvisoria! Nel duomo vecchio di Molfetta, è riposto un grande crocifisso di terracotta. L’ha donato, qualche anno fa, uno scultore del luogo. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete di un locale della sacrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta “Collocazione provvisoria”. La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito.
Collocazione provvisoria! Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce: la mia, la tua, non solo quella di Cristo. Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i rimorsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell’abbandono. Non imprecare, sorella che ti vedi distruggere giorno dopo giorno dal male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero che non sei calcolato da nessuno.
Coraggio! La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “Collocazione provvisoria”. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce. C’è una frase immensa che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo: “Da mezzogiorno alle tre si fece buio su tutta la terra”. Forse è la frase più scura della Bibbia. Per me è una delle più luminose. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota! Al di fuori di quell’orario, c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio. Coraggio allora, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. C’è anche per te una pietà sovrumana.
Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sfiora con un bacio la tua fronte febbricitante. Ecco un grembo dolcissimo di donna che ti avvolge di tenerezza. Tra quelle braccia materne si svelerà, finalmente, tutto il mistero di un dolore che ora ti sembra assurdo. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre di pomeriggio! Tra poco, il buio cederà posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga. Un abbraccio! Auguri a ciascuno di voi! Buona Pasqua!” (don Tonino Bello)
Morderanno la Grande Mela. Di corsa. Un sogno che diventa realtà per quattro atleti isontini (per la verità tre gradiscani e un friulano) che comporranno la prima spedizione gradiscana alla celebre Maratona di New York in programma domenica 1 novembre. Si tratta di Andrea Rongione, 44enne bancario; Sergio Visintin, 43enne responsabile vendite nel ramo aziendale; del coetaneo Stefano Bellini, imprenditore di Corno di Rosazzo, e del 41enne Marco Campestrini, ingegnere nonchè ex guardia della Pagnossin Pallacanestro Gorizia alla fine degli anni 70. Lo sbarco della Fortezza a New York è stato possibile grazie al main sponsor, il noto locale Maialotto di Gradisca, allo sponsor tecnico Geko World di Gorizia, e ad altri partner commerciali quali Enoteca Serenissima, Hostaria Mulin Vecio e Salone Caramel di Cormòns. I quattro moschettieri, che per le strade della Grande Mela vestiranno i colori della cittadina isontina, hanno presentato la propria avventura nel corso di una simpatica bicchierata al Maialotto. Vi hanno preso parte anche il sindaco Tommasini e i componenti della consulta comunale allo Sport, in testa la presidente Graziella Spessot, che hanno inteso rivolgere loro l’ immancabile “in bocca al lupo”. Rongione, Visintin, Bellini e Campestrini hanno deciso di rincorrere il loro sogno quasi per gioco, l’estate scorsa, chiacchierando sotto l’ombrellone. A quel tempo – raccontano – il solo Visintin aveva una maratona alle spalle, la Bavisela. Oggi il buon Sergio ne può vantare due (ma in compenso è l’unico a non essere mai stato a New York) mentre Rongione ha debuttato alla Bavisela di quest’anno. Ancora “vergini” Bellini e Campestrini. Una scommessa fra amici, per non dire una follia in piena regola, che ben presto però è diventata cosa molto più seria. Organizzazione minuziosa e preparazione atletica meticolosissima. Duemila chilometri nelle gambe di Rongione, millecinquecento per Visintin, qualcosa meno per Campestrini e Bellini che comunque sono a mille. “Vuoi vedere che ce la facciamo a partecipare?”. Eh si, perchè – condizione a parte - non è mica facile rientrare fra i 42mila eletti che già da gennaio sgomitano per ottenere l’agognata pettorina che permetterà loro di attraversare di corsa la Città dei Sogni. La manifestazione podistica più popolare - e popolata - al mondo giunge quest’anno alla quarantesima edizione e per festeggiare il genetliaco vi sono stati invitati anche tutti i vincitori delle passate kermesse. Fra questi anche l’ex azzurro Orlando Pizzolato, trionfatore a New York nell’84 e ’85 e oggi consulente tecnico per l’agenzia grazie alla quale ai nastri di partenza vi saranno anche i quattro rappresentanti di Gradisca. I quali partiranno per gli States venerdì prossimo, in tempo per la notte di Halloween. Poi sarà Pizzolato a guidare l’allenamento della vigilia a Central Park. Obbiettivi? “E’ difficile fissarne – spiegano i podisti isontini -. La maratona di New York fa storia a sè, non ha mai portato a dei tempi incredibili. Anche i kenyoti fanno fatica, perchè il percorso è molto particolare. Migliorare il proprio record personale sarebbe già un sogno, ma non sarà facile (fra i quattro il primatista è Rongione con 3h e 14’ ndr). Conta solo poterci essere, correre fra migliaia di persone ai bordi di strade che abbiamo visto solo in tv o al cinema. E’ qualcosa che speriamo di raccontare ai nipotini”.
Luigi Murciano

NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO
Aprirà la stagione la prima del balletto ‘Carmen’ con Rossella Brescia
Prosegue la campagna abbonamenti fino al 10 novembre
Il sipario del Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo si alzerà giovedì 12 novembre, alle 21, per la prima sua stagione dalla riapertura, con uno spettacolo in prima regionale che vedrà protagonista la ballerina e presentatrice Rossella Brescia in ‘Carmen’. Archetipo universale della cultura occidentale, Carmen è la felice disperazione di possesedere solo se stessi e la propria libertà. In questo balletto in due atti firmato da Luciano Cannito (i cui lavori sono stati rappresentati nei più prestigiosi teatri e festival in tutto il mondo) siamo a Lampedusa, dopo un viaggio allucinante assieme ad un gruppo di profughi, sfruttati dallo scafista Escamillo e braccati dalle forze dell'ordine comandate da Don Josè, sbarca una giovane donna. Coraggiosa, dal fiero spirito ribelle, Carmen è colpita da un amore travolgente per Don Josè. L'egoismo ed il basso spessore dell'uomo rende il rapporto noioso e di routine. Una gabbia di mediocrità nella quale Carmen non può vivere. La donna fugge dall'angoscia e dalla solitudine, torna tra i suoi amici al campo profughi, accolta dalle braccia di Escamillo. Ma quanto le costerà questo atto d'amore e di coraggio? La forza della musica immortale e l'originale rielaborazione della famosa opera lirica hanno consentito la traslazione del mito eterno di Carmen in un emozionante e potente balletto moderno.
Rossella Brescia è uno dei volti della televisione italiana più noti ed amati. Conduttrice di Colorado Cafè Live su Italia 1, Matineè su RAI 2, e dell’appuntamento giornaliero “Morning Show” su RDS (Premio Grolla D’Oro 2007 – migliore trasmissione del mattino), Rossella alterna la sua carriera televisiva a quella di attrice di fiction e di interprete di produzioni di balletto in prestigiose Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane. La Brescia si è diplomata all’Accademia Nazionale di Danza di Roma con il massimo dei voti, ha iniziato prestissimo la sua carriera professionale interpretando come solista l’opera “Attila” per la regia di Filippo Crivelli in scena al Festival di Valle D’Itria.
La campagna abbonamenti per la prima stagione al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo resterà aperta fino al 10 novembre alla biglietteria del teatro di via Ciotti 1 (0481-969753) con i seguenti orari: ogni martedì e giovedì dalle 18.00 alle 20.00 e ogni sabato dalle 10.30 alle 12.30.
Ciao sono Patrizia mamma di due bambini che frequentano la scuola/asilo a Gradisca. Ci sono dei "problemi che vorrei portare all'attenzione di chi frequenta il tuo super blog. Il fatto che io sia iscritta alla lista civica Gradisca in comune potrebbe far pensare che io "remi contro" e basta. in realtà sono stata rappreentante dei genitori per tre anni e molti genitori, inc .... ati si rivolgono a me perchè sentono di non essere ascoltati ... allego copia di quanto già postato su gradiscacivica.it
"Ormai da un po' è incominciata la scuola e vorrei fare alcune osservazioni. Sicuramente risulterò polemica e forse si dirà che lo faccio per motivi "politici" e invece sono mamma di due bambini che frequentano uno la scuola dell'infanzia e l'altra la scuola primaria e mi sono scontrata, inevitabilmente, con i disservizi offerti. Possiamo partire dallo scuolabus. Servizio offerto 1 settimana dall'inizio della scuola, quando nei comuni limitrofi il servizio è iniziato il giorno successivo l'inizio della scuola. VA bene, può succedere. ..... I bambini della primaria che fanno il tempo prolungato e il tempo pieno non hanno diritto al ritorno con lo scuolabus , i genitori devono andare a prenderli tutti i giorni con inevitabili problemi di traffico ed inquinamento conseguenti. Il costo del servizio è ovviamente uguale a quello sostenuto dai più fortunati che, uscendo alle 12.45, hanno il diritto di tornare con lo scuola bus. E va bene può succedere .....I bambini che frequentano la scuola primaria pagano per mangiare a scuola 4.50 € a pasto NO dico 4.50 € a pasto. 90 euro al mese. I bambini che frequentano la scuola dell'infanzia pagano per mangiare 58 euro al mese colazione e pranzo. Il servizo di mensa viene offerto dalla stessa società, non solo, i bambini mamgiano le stesse identiche cose. Allora perchè questa differenza di prezzo? Patrizia "
Grazie per la gentile attenzione
Patrizia Patti
Libri & Scrittori D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura.
R) Ho cominciato a scrivere fin da piccola. E’sempre stato un modo per esprimermi al meglio, senza paure, per raccontarmi mentre racconto di personaggi e di storie a me estranee ma familiari.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Ho frequentato un liceo linguistico che, oltre ad avermi insegnato a parlare molto bene tre lingue (inglese, tedesco e spagnolo) mi ha preparato in modo esaustivo sulle letterature di questi paesi stranieri. Al momento sto frequentando la facoltà di Lettere (e, più precisamente, il curriculum di Italianistica) all’università degli studi di Udine.
D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?
R) Come ho già accennato, scrivo da sempre: non è possibile distinguere un momento preciso in cui ho iniziato o un perché. Semplicemente, fa parte di me ed è una componente essenziale della mia vita.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Ricercare negli animi nascosti le pieghe più oscure, portare alla luce solitudini, paure, emozioni. La scrittura è per me un viaggio profondo nell’animo umano, che “scavo” delicatamente ma con mano ferma.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Moltissimi, è difficile nominarli tutti. Tra questi, un posto particolare nel mio cuore meritano la saga di Malaussène di Daniel Pennac e le poesie delicate e tormentate di Antonia Pozzi.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Tutti quelli di Moccia e simili.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) “La storia di Lisey” di Stephen King. Sono stata sinceramente colpita dallo stile pulito e scorrevole di King e devo dire che è uno tra i miei scrittori preferiti.
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Di solito non mi capita di leggere libri che poi si rivelano una delusione, per fortuna. Inoltre penso che ogni libro, per quanto ci possa non piacere, ci dia qualcosa (dal punto di vista stilistico, sentimentale ecc).
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Buono direi. Amo la mia città, perché è un luogo intriso di storia e si affaccia sul fiume Isonzo. E amo la mia terra, così diversa eppure sempre uguale a se stessa.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Il fatto che tutti possono pubblicare qualunque cosa. Non c’è regolamentazione e regna il caos assoluto.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Come universitaria, non mi piace per nulla la svalutazione della cultura che si sta avendo con il governo attuale: non biasimo affatto i letterati e gli scienziati che si trasferiscono all’estero. Inoltre non apprezzo l’affidarsi troppo alla televisione che ci rende ,ora dopo ora, sempre più ignoranti e sottomessi.
D) Come è arrivata alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Tramite un bando di concorso su internet pubblicato dalla casa editrice “Aletti”.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Tra i film che preferisco ci sono “Robin Hood” (con Kevin Costner), “Edward mani di forbice” e “Big fish”. Anche qui per me è impossibile scegliere qual è il mio favorito.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Sicuramente “Romeo and Juliet” dei Dire Straits, che adoro fin da piccola e che è diventato l’inno della mia storia d’amore con Moreno, il mio fidanzato.
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No.
D) Ritiene siano utili?
R) Non posso saperlo non avendone frequentato alcuno ma spero di sì.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Penso il dover riportare su un foglio sentimenti e situazioni che sfuggono alla razionalità.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Scrivo abitualmente sul computer, perché è per me il metodo più veloce e comodo. Ma mi è capitato di avere un bisogno irrefrenabile di carta e penna, di voler scrivere in quel momento preciso. Non seguo orari precisi, scrivo quando voglio (e quando il tempo me lo permette).
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Dal bisogno di esternare emozioni che non potevo più reprimere. Ci tengo tuttavia a precisare che le vicende raccontate non sono assolutamente autobiografiche.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Significa cercare, scavare nel passato dei personaggi, nella loro psiche e nei loro sentimenti.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Con entrambi, anche se il racconto è più “veloce” e quindi, dato il poco tempo libero che mi concede la mia vita, tendo a preferirlo.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Il racconto è una un romanzo “condensato”; il romanzo è uno svolgimento molto più ampio e complesso di una storia.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Il titolo “Rea di vivere” deriva dal gioco di parole tra il nome della protagonista (Rea, per l’appunto) e il suo stato d’animo, che la portava a sentirsi continuamente “colpevole di vivere”.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Qualche anno, in modo discontinuo, poiché l’ho scritto a sedici anni e quindi contemporaneamente dovevo andare a scuola.
D) Ha vinto premi letterari?
R) No, per ora solo segnalazioni di merito. Sono comunque risultata tra i finalisti del concorso nazionale “Mario dell’Arco 2009” indetto dall’Accademia Belli di Roma.
D) Crede nei premi letterari?
R) Le mie esperienze purtroppo mi fanno rispondere di no, ma continuo a sperare che ci sia, da qualche parte, un concorso veramente giusto e imparziale.
D)Ha altri progetti in cantiere?
R) Certo, sto scrivendo alcuni racconti e contemporaneamente sto portando avanti il mio secondo romanzo.